Gigolò, la storia di una professione affascinante

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gigolò

Il gigolò è una professione che nel corso degli anni ha saputo ispirare canzoni, libri e film, entrando di fatto nell’immaginario collettivo come un mestiere estremamente affascinante.

Cosa vuol dire gigolò

Ma dove nasce, come si sviluppa e afferma la figura del Gigolò? Iniziamo dall’etimologia del termine.

Gigolò, come suggerisce il suono della parola, deriva dal francese. In origine, egli era un ballerino a pagamento, assimilabile agli (alle) attuali taxi dancer. All’interno della sala da ballo, la dama sceglieva l’uomo che le avrebbe fatto compagnia durante le danze.

Ma perché gigolo? Semplice. Quei ragazzi, ‘prede’ ambite nelle serate e nottate dei locali degli inizi del ‘900, ballavano al ritmo del giga, una danza popolare francese dall’andamento velocissimo.

Gigolò, evoluzione di una professione

Dammi la mano e proviamo a fare un salto all’indietro nel tempo. Ci stai a fare un bel viaggetto con me? Eccoci allora nella Parigi degli anni 10 del ‘900. Quella della Belle Époque, dell’Art Nouveau, dell’impressionismo.

Entriamo in uno dei tipici locali della capitale francese e…chi troviamo? Una serie di prestanti ragazzi pronti a ballare con te. Uno di questi spicca sugli altri per bellezza e bravura. Sai come si chiama?

Rodolfo Valentino. Sì, proprio il ragazzo che anni più tardi sfonderà in America quale divo del cinema muto, fu tra i gigolò che si aggiravano nei club della capitale francese di quel periodo.

Successivamente, il gigolò uscirà dalle dance house, dai night club, dai bar, per darsi al mondo esterno, divenendo, nel corso degli anni, la figura professionale che tutt’oggi conosciamo. Da ballerino ad accompagnatore per signore, un salto concettuale e pratico che non ne ha scalfito l’appeal.

Sono passati anni, decenni, più di un secolo da quell’epoca. Danzatore o escort per donne che sia, il gigolò ha saputo rinnovarsi tenendosi a distanza dalle bassezze, dalla volgarità, dal cattivo gusto. Questo perché egli non ha mai venduto una prestazione, ma condiviso emozioni, esperienze, sensazioni.

Gigolò nella cultura di massa

Abbiamo parlato di canzoni, film, libri. Espressioni di varie forme d’arte che hanno sdoganato il ruolo di gigolò.

Just a Gigolo è una canzone scritta nel 1929 da Leonello Casucci. Tradotta in diverse lingue, ebbe enorme successo grazie soprattutto alla versione di Louis Armstrong, incisa due anni più tardi. Il brano parla proprio del gigolò-ballerino.

I’m just a gigolo and everywhere I go (Sono solo un gigolo e ovunque io vada)
People know the part I’m playing (la gente sa il ruolo che interpreto)
Paid for every dance, selling each romance (pagato per ogni danza, vendo storie d’amore)

E cosa dire di American Gigolò, film del 1980 in cui Richard Gere interpreta Julian Kay? La pellicola riscosse tanto successo da incassare 30 milioni di dollari (il film ne costò solo 5). L’interpretazione di Gere e quel nomignolo, gigolò, richiamarono l’attenzione mondiale: il pianeta si accorse di una professione non a tutti nota. Quella dell’accompagnatore per donne.

Di libri che parlano dell’argomento ce ne sono tantissimi. Uno dei primi pubblicati in Italia sull’argomento è quello del 1976 di Giovanni Rovai dal titolo didascalico, Gigolò.

Gigolò, storia sensuale di una professione

Quella del gigolò è una storia decisamente affascinante, vero? Un cammino che io, Igor, ho intrapreso da diversi anni, lungo una strada in cui sacrifici e soddisfazioni si miscelano, sublimandosi in emozioni di volta in volta nuove, straordinarie, uniche. Da generare e godere insieme!

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