Come vivere la sessualità durante l’isolamento da coronavirus

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La sessualità ai tempi del coronavirus è cambiata sia per le coppie conviventi che per quelle a distanza. La pandemia ha obbligato a chiuderci in casa, cambiando molte nostre abitudini quotidiane. Ma è importante continuare a dare brio al proprio rapporto anche se stiamo vivendo un momento delicato come questo.

Ho avuto modo di approfondire il tema della sessualità ai tempi del coronavirus insieme al Dott. Daniel Giunti, psicoterapeuta e sessuologo.

Coppie e sessualità

Il lockdown se da un lato riunisce facendo in modo di approfondire la conoscenza del partner, dall’altro modifica la sessualità e l’intimità delle coppie sposate o conviventi. Trascorrere giornate intere insieme al proprio partner, nella stessa casa, condividendo gli stessi ambienti ogni giorno, porta inevitabilmente a un calo del desiderio sessuale e bisogna in qualche modo stimolarsi.

Spazio di coppia VS spazio per la sé stessi

Il consiglio è quello di ritagliarsi spazi: uno per la coppia,  uno per stare soli.
Anche se stiamo nella stessa casa, perché non organizzare una cena come se stessimo al ristorante? E perché non concederci dei momenti da soli in totale isolamento? D’altronde si sa, la mancanza aumenta il desiderio.

La sessualità delle coppie a distanza

Le coppie che vivono a distanza possono mantenere viva la sessualità con la tecnologia. Fare del sexting ovvero scambiarsi telefonate, immagini e video chiamate erotiche, aiuta a tenere sempre la fiamma accesa. Questa pratica va fatta con attenzione, per evitare che i propri contenuti possano diventare virali per un piccolo errore.

Suggerimenti per un sexting sicuro

Meglio usare delle app specifiche, ad esempio DUST, che rispettano la privacy e permettono di cancellare i contenuti utilizzati. Un altro consiglio, quando si pratica il sexting, è quello di non riprendere o fotografare parti distintive quali il viso o zone del corpo con tatuaggi riconoscibili.

I Sex toys per single e per coppie

Nonostante possano esserci degli stati d’animo negativi durante questo periodo di quarantena, il desiderio di provare piacere non manca. C’è stato un boom di vendita dei sex toys sia per i single che per le coppie. I single ricorrono ai sex toys per movimentare l’intimità.

Per chi non ne fosse a conoscenza, esistono dei sex toys di coppia manovrabili a distanza attraverso delle app, quindi sappiamo che a darci piacere è il nostro partner.

La masturbazione per scoprirsi

I single in quarantena oltre all’uso dei sex toys, possono conoscere nuove persone virtualmente, attraverso delle app, oppure, come hanno fatto già in tanti, possono aumentare il ritmo della masturbazione o addirittura scoprirla per chi non l’avesse mai praticata. È un modo per conoscere maggiormente se stessi e il proprio corpo.

Quello della masturbazione ad ogni modo resta un argomento tabù, soprattutto per alcune donne, per quelle che non sono molto aperte alla sessualità e sono un po’ restie all’auto stimolazione sessuale. Però i sondaggi ci dicono che l’85% delle ragazze e il 98% dei ragazzi ha praticato la masturbazione almeno una volta.

Quali sono i rischi della pornografia?

I ragazzi fanno uno smodato uso della pornografia per procurarsi piacere. La pornografia, però, è un argomento delicato e va capito che essa è una finzione creata per uno scopo specifico.

Per i minorenni la pornografia è assolutamente vietata ed è molto dannosa se non si conosce la sessualità vera e propria.

Usarla come fonte primaria d’informazione può generare un senso di inadeguatezza e di aspettative irrealistiche rispetto a quello che realmente è la sessualità.

La pornografia può essere stimolante per la vita di coppia

Se per le coppie o per i single adulti può essere una risorsa piacevole e stimolante, per i giovanissimi può portare a delle ripercussioni.

Il fenomeno del bondage

Le pratiche del sadomaso sono praticamente decollate con il libro e il film 50 Sfumature di Grigio.

Ma ciò che si vede in questo ed altri film, è abbastanza diverso da quello che realmente è il bondage.
Il Dott. Daniel Giunti ha sottolineato che c’è un forte interesse delle donne a questo tipo di trasgressione tra il divertente e l’affascinante.

Già il fatto che la donna faccia regolarmente visite dal ginecologo fa capire che rispetto all’uomo ha più interesse a farsi esplorare da altri. L’uomo difficilmente si lascia visitare da un andrologo, a meno che non ci sia un reale problema.

Il futuro dei sex workers

La sessualità ai tempi del coronavirus è diventata una limitazione anche per noi sex workers. Finché non si chiuderà questa brutta parentesi, non si possono fare delle previsioni sulla ripresa in toto del lavoro, bisogna portare pazienza e pensare a nuove strategie.

Il desiderio alla sessualità non manca, è un bisogno fisiologico e ci si deve appagare in qualche modo. La vicinanza dei corpi è fondamentale per generare il massimo del piacere, ma la pandemia non impedisce di continuare a lavorare in modalità smart-working con telefonate e videochiamate a sfondo erotico e non.

La conoscenza sulla sessualità può essere certificata?

Oltre al percorso universitario in sessuologia, la legislazione italiana non consente al momento alcuna certificazione sulla sessualità.
Come spiegato dal Dott. Giunti, spesso i sessuologi assegnano ai loro pazienti, con problemi sessuali, dei compiti da svolgere a casa con il partner.

Per i pazienti single esistono, in Israele, i partner surrogati: sono persone formate e certificate che aiutano chi è solo. Noi speriamo che, presto, anche in Italia subentri questo tipo di formazione con certificazione, molto utile a noi sex workers.

1 Comment

  1. blog3009 ha detto:

    Yes! Finally someone writes about servility.

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